Guardo le mani e sono vuote


acqua

Come faccio a finire questa giornata, la pioggia che lava quello che la neve abbracciava. Mi alzo e mi siedo mille volte da questa sedia rincorro pensieri mi perdo per un’inedia. Salgo le scale e torno a pensare ai momenti passati, prigionieri ingessati di ricordi lontani. Ventiquattro volte la stessa sensazione, palese violazione di quello che dovrei essere ma alla fine si palesa il mio essere randagio. Vado più adagio, metto in fila le emozioni do un nome ai singoli istanti, riconosco un colore lo classifico con il suo odore.

Guardo le mani e sono vuote

Come faccio a finire questo sacrilegio, di saperti distante lontana ma non distratta da quello che è stato. Un piccolo istante nella vita in cui ci si perde, un piccolo istante come la musica che pur suonata l’ultima nota si perde nell’eco e si riflette nella stanza. Ci vuole più costanza per restare diritti, ci vuole distanza per sembrare retti. Torno di nuovo e lo faccio presente come se diec’anni fossero niente, il giusto mordente per tenerti aggrappata. Sembra oggi che te ne sei andata ormai è finita anche questa giornata.

Guardo le mani e sono vuote

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...