
Questo non il classico discorso alla nazione, non sono nessuno e non ho nessuna ambizione. Ma sento delle cose che vi voglio ricordare, di questa terra che abbiamo dimenticato di amare. Non siamo un paese di acciaierie e non siamo un paese di miniere. Il nostro sapere, la nostra passione e la nostra cultura ha fatto la differenza.
Siamo la terra di Leonardo, primo tra tutti gli inventori, primo tra gli ingegneri.
Siamo la terra di Dante e di innumerevoli immensi scrittori.
Siamo la terra di Polo e Colombo primi tra tutti gli espolaratori
Siamo la terra di grandi pittori, serve un elenco?
Questo non è il classico discorso alla mia nazione, questa è una sveglia che vi voglio dare. Quando siamo stati vincenti? Facendo milioni di auto mediocri tutte uguali? No, abbiamo vinto quando un cuore grande ha fatto correre le sue ali, ribattezzandole dal suo nome Ferrari. Dal cuore dell’Emilia ha creato le auto più belle al mondo, poche perfette ed esclusive. Quando siamo stati vincenti? Facendo milioni di golfini tutti uguali? No, abbiamo vinto con l’estro e la magia della nostra moda. Quando abbiamo insegnato al mondo cosa significa la parola stile. Quando siamo stati vincenti? Facendo telefilm tutti uguali? No, siamo stati vincenti inventando ed esplorando da Fellini a de Sica sapendo colorare la realtà come nessuno. Quando siamo stati vincenti? Producendo musica tutta uguale? No, abbiamo reso immortali le nostre arie e le nostre “canzonette” da Napoli fino a Modugno
Questa è una terra di grandi tesori, ne abbiamo così tanti che quasi non ce ne accorgiamo. È una terra meravigliosa che passa in pochi chilometri dai templi in Sicilia alla meraviglia della Alpi. Venezia, Firenze e Roma sopra tutte, ma quante città non ha meraviglie da competere con qualsiasi altra al mondo?
Questa è una terra di grandi tesori, una terra abbondante e ricca e dove non lo era l’abbiamo fatta ricca noi di invenzioni. Dal pesto della Liguria alle bufale Campane. La splendore della nostra cucina che rende onore alla nostra agricoltura.
Questa è una terra di grandi tesori, il più grande è il popolo così variegato che l’abita. Un popolo che ha dimenticato il suo valore, un popolo che ha creduto di potere aspirare a poco più che un posto dietro una scrivania.
Ma dietro una scrivania l’Italiano muore, non ha nulla da inventare. Per creare valore, insegnava Tsunesaburo Makiguchi, occorrono tre cose “bene, bello e guadagno”. Questa è la somma di quello che sappiamo fare. Ma occorre muoverci tutti, tornare a creare a pensare a fare cose belle. Non siamo quelli da acciaieria non saremmo mai quelli da turni in fabbrica. Sappiamo ospitare, sappiamo donare il nostro unico cuore. Rendiamo questa nazione un posto davvero bello dove venire, impariamo a portare le nostre eccellenze, non le nostre autovetture scadenti, all’estero. Incantiamo con la nostra arte e con il nostro mangiare. L’Italia è bella, ci penserà lei a farli sognare. Basta lamentele, basta piagnistei e basta depressioni. Siamo risorti da una guerra che non eravamo una nazione, facendo breccia nel mondo in poco più che una stagione. Siamo una grande nazione, torniamo a fare sognare.
Scusate la retorica